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Allarme ristorazione collettiva – servono interventi straordinari

10/07/2020

Quello della Ristorazione Collettiva è certamente uno dei settori più colpiti dall’emergenza COVID e probabilmente quello con le peggiori prospettive di ripresa.

La chiusura delle scuole, di molte aziende, il ricorso allo smart working, la riduzione dei servizi ospedalieri, hanno inciso pesantemente sul settore che ad oggi segna fortissime perdite (stimate in circa 8 miliardi di euro).

Nel settore operano circa 96.000 addetti, di cui attualmente ne risultano in esubero circa due terzi con prospettive di ripresa tutt’altro che certe, con molte aziende e la Pubblica Amministrazione sempre più orientate ad incentivare lo smart working e grande incertezza sulle modalità di ripresa dell’attività scolastica.

Già oggi si può affermare con certezza che gli attuali esuberi non saranno interamente riassorbiti, è quindi indispensabile approntare subito un piano straordinario per il settore, non ripetendo l’errore di voler affrontare una situazione straordinaria con strumenti ordinari.

E’ necessario prendere atto dello stato di crisi del settore, approntare ammortizzatori sociali ad hoc e aprire un confronto sullo smart working a livello nazionale, tra aziende, sindacati e pubblica amministrazione.

Pensare di affrontare la situazione con i consueti ammortizzatori sociali e solo con questi, significherà certamente condannare alla disoccupazione migliaia di lavoratori e lavoratrici.

Se il Sindacato dovrà dimostrarsi capace di formulare proposte e individuare strumenti per salvaguardare l’occupazione, senza arroccarsi su posizioni ideologiche di chiusura utili solo a irrigidire le parti, le aziende dovranno dimostrare di aver chiaro, una volta tanto, il concetto di responsabilità sociale, avendo come priorità nei loro piani industriali non solo la salvaguardia del fatturato e del profitto, ma anche gli interessi dei propri dipendenti.

Lo Stato da parte sua dovrà mettere a disposizioni strumenti normativi adeguati, senza impedimenti burocratici, che assistano aziende e lavoratori, anche mediante percorsi di riqualificazione professionale in collaborazione con i Fondi per la formazione, per assorbire esuberi che potranno essere verosimilmente limitati ma non eliminati del tutto.

E’ importante però iniziare subito questo percorso, tra due mesi potrebbe essere già tardi.