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Ammortizzatori sociali insufficienti – nel regno dell’insufficiente e provvisorio milioni di lavoratori rischiano di essere scoperti già da luglio

25/06/2020

Forse un giorno, a mente fredda e col senno di poi, sarà possibile trovare una logica alle azioni poste in essere dal Governo per fronteggiare le conseguenza economiche dell’emergenza COVID.

Sarà forse perché l’essere presi dalla continua lettura dei vari DPCM con tutto il loro corollario di decreti applicativi, circolari INPS, INL, Ministeriali, ecc., il dover cercare di decifrarli per poi spiegare quotidianamente ad ancora molti dei nostri iscritti per quale motivo non abbiano ancora ricevuto la cassa integrazione di marzo, l’ascoltare la loro disperazione e la loro rabbia, fa venir meno la lucidità; ecco, sarà per questo, ma oggi la gestione della crisi appare un misto di incompetenza, irresponsabilità e incapacità; questo volendo ammettere la buona fede, perché in caso di mala fede, e qualche volta il dubbio assale, bisognerebbe aggiungere l’aggettivo di criminale.

Ad oggi registriamo un profluvio di provvedimenti incomprensibili, contraddittori, concepiti appositamente per complicare la vita ad aziende, lavoratori e addetti ai lavori, ma soprattutto sistematicamente contraddistinti da due caratteristiche: l’insufficienza e la provvisorietà.

Quando è stato approvato il DPCM “Cura Italia”, il Governo era già consapevole della sua insufficienza, tanto che all’atto della sua presentazione si diceva che quello era solo l’inizio, perché poi il bello sarebbe arrivato col famoso “decreto aprile”, che poi è diventato maggio e rilancio; anch’esso insufficiente, tanto che già il Governo ha dovuto consentire alle aziende di anticipare le 4 settimane di ammortizzatori sociali previste per settembre.

Oggi con questo anticipo molti lavoratori e lavoratrici arriveranno ad essere coperti fino a luglio, qualcuno già dalla prima settimana di luglio sarà scoperto e molti altri a seguire; quindi queste persone, molte delle quali non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione di marzo (quella che era stata irresponsabilmente garantita per il 15 aprile!), hanno la prospettiva nel giro di due settimane di trovarsi senza alcun reddito.

Eppure il Governo continua a perdere tempo, abbiamo appena perso altre due settimane per assistere a degli inutili stati generali il cui scopo era probabilmente proprio questo: perdere tempo.

La domanda è: perché?

Perché si continuano ad approvare misure insufficienti sapendo che sono tali? Fonti autorevoli e di varia estrazione avevano già da marzo stimato un fabbisogno di 150-200 miliardi di euro per affrontare la crisi, eppure il Governo partì parlando di 3.5 miliardi, poi diventati 7, poi 20 e via crescendo (si fa per dire) sempre all’insegna della provvisorietà.

Che con gli ordinari strumenti di cassa integrazione, fis, ecc. i lavoratori avrebbero dovuto attendere mesi per vedere i soldi, anche questo è stato detto da subito da varie e autorevoli fonti, eppure il Governo ha percorso comunque quella strada e oggi vorrebbe accollare la responsabilità alla “burocrazia”, che tanto torna sempre buona come capro espiatorio.

Ugualmente è stato detto che gli ammortizzatori sociali servono almeno fino al 31 dicembre di quest’anno; cosa succederà ai lavoratori e lavoratrici che a luglio non saranno più coperti dalla cassa integrazione? Fin’ora non sembra che il Governo si sia posto il problema, né che dagli stati generali siano emerse soluzioni.

Arriverà l’ennesimo provvedimento provvisorio per mettere l’ennesima toppa temporanea?

E quelle migliaia di lavoratori che sono rimasti esclusi dalla cassa in deroga per carenza di fondi? scoperti da marzo! Eppure anche in questo caso il decreto di rifinanziamento non arriva.

Soldi alle imprese di fatto non ne sono stati ancora dati, e in questo caso il capro espiatorio sono le banche, da cui il Governo pretende che facciano quello che dovrebbe fare lo Stato.

Insomma la politica dell’insufficiente e provvisorio ha già causato danni enormi e in buona parte, probabilmente e purtroppo, irreparabili.

Ripetiamo la domanda: perché?

Non c’erano alternative? falso. Altri paesi hanno immesso subito liquidità nel sistema, la BCE sta proseguendo nella politica di QE comprando i titoli di stato, i nostri BTP vanno a ruba, ma qualcuno sembra in costante attesa di altro.

A pensar male sembra che qualcuno voglia per forza arrivare ad utilizzare i famosi strumenti condizionali messi in campo dall’Unione Europea, come il MES e il Recovery Fund, tanto da non disprezzare l’idea di distruggere il Paese fino al punto in cui il dramma sarà tale per cui non ci saranno più alternative agli strumenti europei con le temibili condizionalità, che poi sono sempre le stesse: tagli alle pensioni, alla sanità, al welfare, ecc.

Abbiamo addirittura sentito il Ministro dell’Economia voler incentivare i contratti a termine, misura perfettamente in linea con la politica del provvisorio e insufficiente del Governo; in questo periodo cosa di meglio che incentivare la precarietà?

Qualcuno sommessamente fa notare che andrebbero stimolati i consumi, mentre si fa l’esatto contrario con politiche che continuano a ridurre il potere d’acquisto dei salari (la stessa cassa integrazione riduce il reddito nella maggior parte dei casi tra il 30 e il 50%).

Dopo oltre 4 mesi dall’inizio dell’emergenza il Governo ancora non sa su quali basi il Paese dovrebbe ripartire.

Forse un giorno potremo vedere una logica in tutto questo, nel frattempo urgono il prolungamento della cassa integrazione e il rifinanziamento della cassa in deroga.