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Ristorazione Telecom – da Elior una gratuita e vergognosa provocazione

06/08/2021

Non può che lasciare sconcertati l’inconcepibile accanimento di una ricca multinazionale nei confronti di lavoratori e lavoratrici da 18 mesi in cassa integrazione, con redditi ridotti del 30/40% e senza nessuna certezza di recuperare il proprio posto di lavoro.

Parliamo degli addetti alla ristorazione che operavano, fino a marzo del 2020, presso le sedi di Telecom Italia; addette mensa, cuochi, baristi, che ormai da un anno e mezzo sono in Cassa Integrazione, nella vergognosa indifferenza di due multinazionali, la propria datrice di lavoro e la committente Telecom Italia.

Uomini e donne, padri e madri di famiglia, la cui vita è stata sconvolta 18 mesi fa, quando Telecom Italia ha chiuso le proprie sedi e mandato il personale in smart working; un incubo in cui queste persone hanno visto il proprio reddito ridotto del 30/40%, per 6 mesi non hanno ricevuto nessun pagamento della cassa integrazione dall’inps, che ha emesso i primi bonifici solo a settembre del 2020, che ancora oggi non hanno nessuno certezza su quando arriveranno i pagamento dell’integrazione reddituale, e che soprattutto non hanno nessuna certezza di riprendere la propria attività lavorativa.

In questi mesi Elior, a differenza di altre aziende del settore, non ha mai inteso anticipare il trattamento di integrazione salariale, abbandonando il personale in balia delle lungaggini burocratiche e spesso mettendoci del suo nel determinare ritardi o buchi nei pagamenti.

Come se non bastasse, negli ultimi giorni, con un accanimento inspiegabile, Elior ha prima reso noto di non voler prolungare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali COVID per questi lavoratori, che quindi dal 8 agosto resterebbero privi di reddito e poi, nella giornata di oggi, il personale ha iniziato a ricevere lettere di trasferimento in missione per il periodo 8 agosto – 28 agosto, presso siti fuori regione e distanti centinaia di kilometri.

In sostanza un lavoratore residente a Roma, dovrebbe andare a lavorare per 20 giorni, ad esempio, a Cuneo, a proprie spese, pagandosi viaggio, vitto e alloggio, ovvero dovrebbe spendere più di quanto prenderebbe di stipendio.

Il tutto comunicato oggi, per trasferimenti che dovrebbero partire da lunedì, come si potrebbe decidere di spostare un camion o un macchinario e non esseri umani con famiglie, figli, ecc.

La Fesica ha inviato già oggi una diffida ad Elior ad annullare immediatamente gli ordini inviati al personale: